La qualità dei contenuti secondo Google

Il fatto che la domanda “cosa intende Google per qualità dei contenuti” sia molto spesso oggetto di discussione è confermato dal numero di contenuti web che troviamo su questo argomento.

Per esempio, cercando la query di ricerca “quality content google” troviamo oltre 67 milioni di risultati, oltre 9 milioni se cerchiamo dentro i brevetti di Google e oltre 7 milioni se, invece, cerchiamo nella voce Video.

La questione “qualità dei contenuti” è un evergreen del web marketing, probabilmente anche perché non ci sono informazioni ufficiali – chiare ed esplicite – in merito. Tuttavia è possibile ricostruire una sorta di linee guida utilizzando proprio le dichiarazioni ufficiali da parte di chi a Google ci lavora.

È quanto abbiamo fatto in occasione di un’edizione del Web Marketing Festival al quale abbiamo partecipato con un intervento intitolato appunto L’evoluzione del content secondo Google. Capire il punto di vista di Google su come e quando attribuire valore al content, comprenderne l’evoluzione e i possibili scenari futuri.

Per farlo abbiamo preso in considerazione due diverse tipologie di fonti ufficiali quali:

  • Le linee guida dei quality raters, collaboratori esterni che, temporaneamente, lavorano per Google effettuando controlli di qualità sui risultati del motore di ricerca e sulle pagine web. Google fornisce loro delle linee guida con i dettagli su come considerare alcune pagine web.
  • Le dichiarazioni di John Mueller e Matt Cutts. Uno Google Webmaster Trends analyst, l’altro head of Google’s Webspam team.

In base all’analisi di queste fonti ufficiali possiamo ricostruire il concetto di qualità dei contenuti e sfatarne alcuni miti.

Cosa si intende per “pagine web di qualità”

Secondo le Linee guida dei quality raters le pagine web di qualità sono quelle pagine che soddisfano pienamente lo scopo per il quale sono state create e, inoltre:

  • mostrano una quantità soddisfacente di “main content”;
  • sono competenza, autorevolezza e affidabilità per il topic che trattano;
  • il sito web a cui appartengono ha una buona reputazione per il topic di cui parla.

Da questa prima definizione estrapoliamo 4 parole chiave: “scopo”, “main content soddisfacente”, “autorevolezza” e “reputazione”.
Facciamo un esempio.

Lo scopo della pagina Chi siamo di un ecommerce è fornire informazioni relative all’azienda. Per cui il main content dovrà assolvere a questo scopo indicando denominazione, via, indirizzo, telefono, e quanto più assolva a questo obiettivo.
Un main content di – questa pagina – priva delle informazioni e delle informazioni esaustive necessarie non assolve all’obiettivo, per cui quella pagina non sarà una pagina di qualità.

miti seo sul concetto di qualità dei contenuti

Alcuni miti della SEO sulla qualità dei contenuti

Una pagina stile Wikipedia è sempre più di qualità rispetto a un fumetto topolino.

Non esiste la qualità di un contenuto “di default”. Le pagine di natura enciclopedia non sono necessariamente di maggior qualità rispetto a pagine web umoristiche. Anche i forum, le pagine di errore, i PDF possono essere tanto di qualità quanto pessime.

La posizione del contenuto principale non ha alcun valore.

L’utilizzo dello spazio in una pagina web ha il suo valore. Il contenuto principale dovrebbe infatti essere subito visibile all’utente, possibilmente “front and center”

La presenza di pubblicità in una pagina web è di per sé un problema.

La pubblicità su una pagina web non è automaticamente vista né come spam né come valore aggiunto. La cosa importante è che non distragga l’utente dal contenuto principale che è l’obiettivo per il quale la pagina web è stata creata.

La data di un articolo può influire negativamente se questo articolo è “datato”.

La qualità del contenuto non dipende dalla data. Se, invece, un contenuto richiede una certa freschezza (per esempio le news) ovviamente articoli troppo vecchi non sono utili all’utente.

È sempre meglio scrivere contenuti lunghissimi.

In nessuna fonte si legge “scrivi tanto” o “scrivi poco”. Si parla sempre di “una quantità di contenuto soddisfacente” al fine di raggiungere l’obiettivo. Sottolineiamo che il “content marketing” non è solo testuale.

Aggiornamento a luglio 2018
Di recente Google ha aggiornato le Linee guida dei quality rater e proprio il capitolo sulla qualità (bassa o alta) delle pagine web è stata oggetto di revisione e sono state aggiunte ulteriori informazioni e chiarimenti.

Per fare solo qualche esempio relativo al “purpose” della pagina, si parla ora anche di valutare se la pagina in questione abbia o meno uno scopo benefico. Si parla anche di titoli eccessivamente caricati solo per attrarre i click, di reputazione e del ruolo dei contenuti per le pagine YMTL (your money your life).

Conclusioni

All’aumentare dei contenuti aumenta sempre di più la perfezione del motore di ricerca. Non basta più scrivere semplicemente «bene», o scrivere contenuti unici e originali. Bisogna dimostrare la propria esperienza in materia e una certa reputazione sull’argomento.

Il nostro suggerimento è di non cercare soltanto le parole chiave sulle quali creare contenuti ma di partire, in primis, da un’idea di progetto che rappresenti il vostro business e che – nel tempo – vi consenta di produrre con costanza contenuti di qualità.

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