10 Mag

Politica italiana: web e mercati – Aggiornamento 30 maggio 2018

Aggiornamento al 30 maggio 2018 con l’infografica che mostra tutto un altro scenario rispetto a dieci giorni fa:

10 maggio 2018 – Politica italiana: web e mercati non si fanno (ancora) spaventare

Ad oggi le difficoltà nella formazione del Governo non hanno causato alcun aumento dei timori né da parte dei mercati né da parte degli utenti online, italiani e non. Sostanzialmente non si registrano preoccupazioni in merito a eventuali conseguenze negative su crescita e sostenibilità del debito: è quanto emerge dall’Analisi Flash di BEM Research intitolata “L’incertezza politica letta attraverso il web ed effetti sui mercati.

Lo stallo politico, dopo le elezioni del 4 marzo 2018, ha riaperto il dibattito sull’urgenza di trovare una soluzione per evitare il rischio che si ripetano le turbolenze finanziarie osservate nel 2011. Effettivamente se si guarda alle ricerche fatte online su Google negli ultimi 12 mesi, a livello globale, in merito all’argomento il “Governo della Repubblica Italiana”, si riscontra una forte crescita dell’interesse proprio in coincidenza con la data delle elezioni. Ciò potrebbe far pensare a un conseguente aumento dei timori per il futuro economico e politico del Bel Paese.

Invece, ampliando l’analisi, si vede che, in realtà, non siamo in presenza di una tendenza di ricerca e interesse anomala rispetto a quanto accaduto in passato, durante altri eventi simili. A provarlo sono le evidenze ottenute dall’incrocio delle ricerche effettuate su Google (considerando la massima serie storica disponibile) con i dati relativi allo spread tra BTP italiani e Bund tedeschi a 10 anni nonché con la dinamica dell’indice azionario della Borsa di Milano.

«Negli ultimi 15 anni circa si possono individuare ben otto eventi relativi alla politica italiana che hanno destato interesse su scala globale, anche superiore rispetto a quello generato negli ultimi mesi – commenta Carlo Milani, direttore di BEM Research – Tra questi ci sono le quattro tornate elettorali avutesi nel 2006, 2008, 2013 e 2018, la crisi del Governo Prodi II nel 2007 e la caduta dei Governi Berlusconi, Letta e Renzi. Solo durante la crisi del Governo Berlusconi IV si è osservato un rilevante aumento degli spread e una caduta delle quotazioni azionari, ma in quel periodo non era presente il paracadute della BCE. Un altro aumento degli spread, seppur sufficientemente contenuto, si è registrato in corrispondenza del fallimento del referendum costituzionale».

La recente situazione politica italiana non sembra, al momento, abia avuto impatto sull’opinione che gli utenti sparsi in giro per il mondo si sono fatti dell’Italia e, soprattutto, sui mercati finanziari.

Il fatto che il contesto attuale sia percepito come relativamente tranquillo si può appurare anche dall’analisi delle ricerche online fatte nei principali paesi dell’Area euro. In Germania, il paese europeo più attento al controllo dei conti pubblici, l’interesse verso il Governo italiano è andato scemando dal mese delle elezioni. Stessa evidenza si riscontra in Spagna, paese oramai abituato all’instabilità politica essendo andato alle elezioni diverse volte negli ultimi anni. Mentre più alto, e in crescita, è invece l’interesse da parte dei francesi. Le preoccupazioni che in assenza di un Governo stabile possa aumentare l’immigrazione illegale che dall’Italia si affaccia sui confini della Francia può forse spiegare questa evidenza.

«Non bisogna però cullarsi sull’attuale contesto di moderata tranquillità. Le forze politiche devono essere consapevoli che i mercati internazionali hanno sempre uno sguardo molto attento verso l’Italia, soprattutto per il suo ingente debito pubblico, e quindi non devono lasciarsi andare a posizioni via via più radicali. Va poi ricordato che il difficile equilibrio italiano si regge molto sulle politiche espansive adottate dalla BCE, ma queste non dureranno per sempre» conclude Milani.